Ascolta questa canzone dei Platters: smoke gets in your eyes

When a lovely flame dies, smoke gets in your eyes

Quando una bella fiamma muore, il fumo ti va negli occhi

 

Ciao Liliana, questa mattina esco presto per andare a comprare le esportazioni senza filtro per me e delle mimose per te. Tu sei sempre qua con me, ti vedo, ti sento.

Sono diventato ancora di più abulico, rimando a domani ciò che potrei fare oggi.

Tutto si accumula senza le tue utili direttive. Un pezzo di canna è venuto con te, era il bastone con il quale mi esortavi ad agire, metaforicamente.

Cinquantun anni non si possono narrare in due righe.

Non basterebbero tutte le enciclopedie o gli smartphones del mondo.

A quasi otto mesi da quando non sei più con me, sei sempre più con me.

Ti sento, ti vedo, sei qui con me.

Rivedo ciò che abbiamo fatto, rivedo quando volevi tornare a Briolo da tua mamma perché non mi sopportavi, rivedo quando siamo andati a cercare una struttura a due piazze per la nostra camera da letto. Vailate era il posto giusto.

Liliana, ti ho fatto gioire, soffrire, tu mi hai fatto gioire, soffrire, abbiamo fatto molto insieme, molte cose belle, a volte brutte, ma nostre. Siamo andati avanti in qualsiasi senso.

Sempre, a febbraio, ti portavo delle mimose, eri mia, ero tuo, siamo stati un’unica cosa.
Anche quando eravamo in quattro, eravamo un tutt’uno.
Liliana mi manchi, sei ancora con me, materialmente, per i due cucchiai di te che sono rimasti qui.

Il resto nuota nelle acque a Briolo, insieme alle anatre gioiose.

Fino a quando non nuoterò con te, sono qua a ricordarti, amarti, con il rimpianto di non averti completamente aiutato quando tu mi aiutavi. Quando ti facevi carico di una famiglia un po’ in difficoltà.

Avevi superato le traversie dell’ottantanove, dolori che si univano a gioie.

Amore mio ci siamo amati ed odiati, ci siamo sorretti quando eravamo fragili, quando eravamo quattro, quando siamo rimasti in due.

Quando salivamo al piano notte a spron battuto, quando io sdoloravo per la colecisti, quando dovevo piegare il tuo girello, quando dalle nostre camere ti chiedevo di rimanere cinque minuti ancora a letto.
Alla fine, a giugno, non siamo più saliti al piano notte a dormire, era più pratico.

La mattina del 20 giugno dalla tua camera, comunicante con la mia, il trillo della tua sveglia ha suonato a lungo, io non ho detto nulla, speravo che tu la spegnessi.

Odio quello che ho fatto, c’erano meno di ventiquattro ore per poterci vedere ancora!

Liliana è il 14 febbraio, quasi otto mesi che non sei più qui, ma sei con me, intorno a me, dentro di me.

Il tuo ricordo non è solo dato dalle molte fotografie che restano ma anche dal dolore dei tuoi figli e di uno stronzo che ti ha amato con le sue possibilità.

Ciao, verrò a nuotare nel Brembo con te.

memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris - ricorda, uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai

La terra fa parte dell’universo, un granello di polvere, di infinite spiagge, granello insignificante del nostro impossibile.

Noi non ci incontreremo più, il nostro essere non ci sarà, ma navigheremo tra ciò che c’è e ciò che non c’è, saremo un tutto e un nulla.
Liliana insieme lo scopriremo.

 

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