Vespolate, agosto 1947

Carlo, Carlo, intrepido guerriero, dove ti prepari ad andare?

Sei stato generato a Licata per merito di un giovane militare piemontese e di una nobildonna siciliana.

Sei nato a Nicastro (CZ) che infuriava la guerra. Roma era irraggiungibile, i bombardamenti hanno fatto in modo che per l’anagrafe tu fossi nato inizialmente il 10/01/1945, poi il 2/01/1945, quando in realtà tua madre ti diceva sempre che sei nato nel dicembre 1944: c’erano i testimoni!

Ma quando cavolo sei nato?

Non sai come è Nicastro, nel tuo peregrinare successivo gli sei passato accanto ma non ti sei mai fermato.

In questa istantanea dovresti avere più o meno due anni e otto mesi, sei sull’aia dei nonni e degli zii Rosati. Sei pronto per partire…da Premosello in Val D’Ossola, a Vespolate, alla Bicocca frazione di Novara.

Hai frequentato 4 anni di elementari, hai recitato poesie davanti al sacrario piramidale pieno di ossa per la celebrazione del XXIII marzo 1849*.

Poi la Freccia del Sud ti ha portato a Caltanissetta. Ti aspettavano otto anni di fanciullezza ed adolescenza. Quante abitazioni ti hanno accolto con tua madre.

Due Fontane, casa di campagna di due salme e mezzo, di tua madre Elisa Calafato (povera donna! Una vera Santa Eustochia Calafato!).

La casa di campagna di Ciccina Ayala, altre cinque o sei che probabilmente non ricordi nemmeno tu.

Erano gli anni delle partite al pallone nel corridoio della casa di Giuseppe Ayala, al terzo piano sopra la standa.

Si giocava anche due contro due, con le porte sguarnite, sulla strada non asfaltata nei pressi delle elementari di Due Fontane.

La strada era un po’ in pendenza, si faceva pari o dispari per avere la porta più vantaggiosa.

Vennero gli anni dell’adolescenza, dello struscio, delle occhiate malandrine. Anni delle scazzottate con i fratelli delle ragazze. Ti dovevi infrattare in luoghi non battuti e solitari per scambiare un semplice bacio sulla bocca.

Allora non studiavi molto, preferivi lo sguardo innocente delle ragazze.

Giuseppe Ippolito, Raffele Vinci, Licata, Zarbo erano i tuoi compagni di liceo, loro sono andati avanti, tu no.

Torino per l’architettura, Milano per Brera.

Finalmente ti sei fermato a Cologno al Serio, era il maggio del 1967. Hai visto dove sei approdato dopo tanti anni? Ciao Carlo!

 Ossario alla Bicocca di Novara

Monumento ossario di Novara

*Battaglia di Novara - 23 marzo 1849

Si svolse a Novara fra le frazioni della Bicocca, Olengo, Torrion Quartara e pose fine alla prima guerra di indipendenza italiana. Il 23 marzo di quarant’anni dopo venne eretto un monumento ossario alla Bicocca, progettato da Luigi Broggi. E’ una piramide alta 16 m, con una base di 12 m. All’interno giacciono i resti dei caduti, italiani ed austriaci.

Io, quando frequentavo le elementari avevo terrore a guardare i teschi (crozze) sui libri.

Per recitare le poesie alla ricorrenza del XXIII Marzo dovevo per forza tenere gli occhi aperti perché…”vitti tante crozze sutta na piramide…!”.

 

 

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