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Italo Ghilardi pochi giorni fa, al telefono, mi ha ricordato un episodio della nostra gioventù..bruciata?
Qualche volta l’annebbiamento non era provocato dall’umidità dell’aria ma dalla facilità del gomito ad alzarsi. Eravamo in quattro, tre giganti ed un somaro: Italo Ghilardi, Rino Carrara, Fabrizio Bicetti ed io. Era il 1976...o il 1977… Con la Pallas, sempre lei, paziente spettatrice, siamo andati a Milano per una mostra, alla galleria Solferino, non ricordo di quale artista. Dopo aver ben cenato in un noto ristorante frequentato da artisti, ci siamo spostati di fronte, in un altrettanto noto bar frequentato da artisti. Il mio gomito non si voleva fermare più. La Pallas, paziente, ci aspettava. Era indecoroso guidare in quelle condizioni: le pareti dei palazzi hanno rischiato, come ha rischiato lo squalo. Ci siamo fermati presso un giardinetto vicino alla stazione Centrale, abbiamo (si può dire in questa sede?) pisciato tutti. Carrara e Ghilardi, saggiamente, non vollero tornare in macchina con me, andarono in stazione e vi pernottarono perché a quell’ora non c’erano più treni per Bergamo. Io e Fabrizio Bicetti tornammo a casa, amorevolmente assistiti dal “pilota automatico” della Pallas ...e forse non solo da quello!


Rino Carrara, Italo Ghilardi, Giancarlo Defendi (da dx verso sin)


Carlo Ballaré ed Italo Ghilardi
 

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